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Gigione, Donatello, Menayt, Domenica 13 Agosto

All´ombra del Vesuvio sono nate le storie piú disparate, sotto il sole del Mezzogiorno da sempre maturano vicende in netta contrapposizione tra loro e la mia é una di quelle storie che raccontano felicemente le contraddizioni della mia terra.
Fin dall´infanzia la musica ha fatto palpitare il mio cuore, viveva dentro di me, la sentivo nel corpo, penetrava nelle ossa e si incideva dolcemente sull´anima. Era la musica di Gigione, mio padre, un uomo piccolo e magro dotato di grande vitalitá ed energica passione. Sfruttando la sua grande musicalitá della lingua partenopea, aveva tradotto in napoletano verace le canzoni di successo di alcune star internazionali come Madonna, i Beatles o James Brown: aveva aggiunto all´orecchiabilitá di canzoni famose un testo napoletano e questa formula faceva impazzire il pubblico delle feste di piazza, delle sagre paesane, le sue canzoni spopolavano nelle radio rionali e nelle televisioni locali.
Aveva iniziato da giovanissimo con una band improvvisata e successivamente, trascinato da una passione impetuosa per la musica e da una voglia fortissima di esprimersi attraverso le canzoni, mise insieme un piccolo complesso, i “Gigione Marines”, dove oltre a cantare suonava anche il basso. In estete si esibivano sulla costiera amalfitana e nelle isole piene di turisti. Visto i magri compensi che ricevevano, non avevano neanche i soldi per pagarsi un hotel e al termine degli spettacoli dormivano in spiaggia, sotto le stelle.
Erano gli anni Sessanta, ispirandosi al suo idolo Otis Redding si cimentava con il rhythm and blues; poi seguirono anni di serate in discoteca con musica dance e centinaia di matrimoni dove cantava per poche migliaia di lire. Alla fine degli anni Settanta incise il suo primo Lp, “I due volti di Gigione”, si sposó, ebbe tre figli e a metá degli anni Ottanta l´album “Acqua e sapone” lo fece conoscere come cantautore al grande pubblico del Centro-Sud Italia. Qualche anno piú tardi raggiunse l´apice della popolaritá con il brano “La campagnola a modo mio”, un motivo spensierato e un pó malizioso apprezzato e famoso in tutta Italia e persino all´estero. Infatti, divenuto una star della canzone di consumo, nei primi anni Novanta intraprese il suo primo tour negli Stati Uniti dove gli americani lo chiamavano “Mister Campagnola”. Il successo lo portó ad esibirsi al Mary Griffin´s Resorts di Atlantic City e la popolaritá venne definitivamente consacrata dopo la sua partecipazione a due “Festival di Napoli” trasmessi dall´emittente nazionale Rai Tre, ad uno dei quali si classificó al secondo posto.
Con il successo arrivarono numerosissimi inviti a partecipare a trasmissioni televisive: piú volte fu ospite al “Maurizio Costanzo Show” dove allietó il pubblico televisivo con le canzoni di Madonna tradotte in napoletano, e dove riuscí a far cantare il suo brano piú famoso, “La campagnola a modo mio”, a tutto il pubblico in sala. La sua agenda divenne fitta di date di concerti dal vivo dove andavano ad applaudirlo e a cantare insieme a lui decine e decine di migliaia di fans di tutte le etá, in prevalenza giovani.
Cantava, e canta tuttora, con genuinitá e semplicitá l´amore, l´allegria e il divertimento al ritmo di una musica travolgente e giocosa, un mix di versi da balera e inni di gioia e simpatia, ma scriveva ed interpretava anche canzoni di denuncia sociale e a sfondo religioso. Grande devoto di Padre Pio, scrisse una canzone a Lui dedicata e nel ´97 si esibí in un notevole e toccante concerto a Pietralcina. L´entusiasmo del pubblico rinvigorí ulteriormente la sua fede cristiana e lo spinse a scrivere altre canzoni tematiche come “Caro Papa”, “Madonna dai riccioli d´oro”, “Madonna di Pompei”, “Santa Rita” e tanti altri brani di grande successo fino alla celebrazione del piú fulgido esempio di santitá cristiana di tutti i tempi con la canzone “San Francesco d´Assisi”.
L´autenticitá, la spontaneitá artistica e la bontá d´animo di mio padre si possono riscontrare anche nei motivi musicali i cui temi sconfinano nella sfera degli affetti famigliari. La notorietá e il fascino del palcoscenico, infatti, non deteriorarono mai i rapporti familiari come troppo spesso accade: per lui l´amore verso la sua famiglia é stata, ed é ancora, la cosa piú importante ed ha espresso il suo viscerale attaccamento ai figli attraverso canzoni come la struggente “Lauretta”, dedicata ad una delle mie sorelle, e “Cantiamo insieme”, la canzone in cui racconta con orgoglio la mia scelta di seguire le sue orme e con cui chiudiamo sempre i nostri concerti.
Anche l´altra mia sorella ha scelto di seguire le sue orme, anche a lei ha trasmesso la sfrenata passione per la musica e l´immensa gioia di poter comunicare le proprie emozioni attraverso il canto. Menayt ha iniziato come corista nei nostri concerti e ancora oggi, nonostante stia avendo successo come solista, continua a partecipare alle nostre serate consolidando il legame della famiglia che continua ad essere unita da un´indissolubile tradizione famigliare per la musica. Ho inciso il suo primo cd, “Baciami”, ricco di brani melodici e frizzanti. A lei rivolgo il piú sentito fraterno augurio di grande trionfo professionale e grandi soddisfazioni personali.
Avevo dieci anni quando ho iniziato a cantare. L´emozione di cantare e potermi esprimere attraverso la musica ha da sempre elevato il mio spirito appagando l´animo di piacere e soddisfazione. Da bambino ho studiato la batteria per due anni e quando iniziai a suonare le percussioni nei concerti di mio padre, sentii il cuore infiammarsi e la musica cominció a vivere dentro di me. Il mio primo singolo, la canzone “Brutta” tradotta in napoletano, ebbe un notevole successo cosí cominciai a scrivere canzoni che cantavo nei concerti insieme a mio padre ed in breve tempo realizzai il mio primo Lp. Esse trattavano di amori e turbamenti adolescenziali, di sentimenti forti e genuini, delle passioni dei giovani e delle loro tensioni emotive.
Nel ´96, a diciotto anni, ho inciso il mio primo cd, “Pronto amore”, che ha avuto un enorme riscontro da parte del pubblico di tutta la penisola italiana, e successivamente ho vinto il disco d´oro con “Cuore innamorato”, che ha superato le cinquantamila copie vendute. Sull´onda del successo seguirono numerosissimi inviti a partecipare a trasmissioni televisive a diffusione nazionale come “Spazio d´autore”” su Rai Uno, “Costume e societá” l´approfondimento culturale del Tg2 o altri famosi programmi di intrattenimento quali “Buona Domenica”, “Bellezze Italiane” e il “Maurizio Costanzo Show”.
Da allora ho ampliato il mio repertorio di canzoni romantiche con testi eterogenei e musica dance, motivi spumeggianti e briosi come “Il gelatino”, “Ho bisogno di te”, “Con tutta l´anima”, “Zuccherina”, “La figlia di zi Concetta” e tanti altri brani di grande successo, tutti all´insegna dell´allegria e della semplicitá, caratteristiche vincenti che ho ereditato da mio padre con il quale continuo ad esibirmi nei concerti, ogni volta con rinnovato entusiasmo e profonda gratitudine.
Grazie papá per avermi permesso di poter felicemente testimoniare le contraddizioni della mia terra, e grazie a tutti voi, amati fans, che continuate a seguirci con trasporto e a sostenerci con il vostro affetto.

Jo Donatello.

 

Alle parole di Donatello, sentite ed ispirate come dovrebbe sempre essere quando si parla di un padre, voglio aggiungere un pensiero molto personale.

Per Gigione si vive una particolarissima situazione di Dualismo, umanissimo dualismo, come per la Democrazia Cristiana che ci ha governato per 50 anni nonostante nessuno confessasse mai di averla votata, nessuno vi dirà di essere un ammiratore di Gigione ma ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha canticchiato una sua canzone.

(i contenuti di questa pagina sono presi dal sito dell’artista)
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