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Migliaia di volte Grazie

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Migliaia di volte Grazie

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Quando finisce un qualcosa restano sempre tante sensazioni dentro al cuore e dentro la testa, c’è la stanchezza, c’è la soddisfazione, l’adrenalina, la nostalgia.

Una manifestazione come “La Strada della Pizza” somiglia molto ad un parto, con tutto il rispetto per le mamme che conoscono meglio di me certe cose, con un concepimento, una progettazione, una volontà di creare qualcosa di unico e di bello.

Si buttano giù delle idee, si cercano gli ospiti, le pizzerie e gli sponsor che rendono più fattibile il tutto, ci si scontra con il gusto personale e quello delle persone che devono fruire del prodotto finale, senza rimanere deluse.

Partono i sondaggi, i primi conti mentali, i primi pareri esterni “dice che quest’anno chiamate Tizio?!… Ma è vero?…”.

Si sogna, si fantastica, si spera di fare centro.

Passano i giorni e quello che era virtuale, ipotetico, deve per forza di cose diventare progressivamente reale.

Si moltiplica l’impegno, si vive quasi esclusivamente per quello, si pensa alla comunicazione, ai fornitori, ai soldi.

Intanto il fermento dell’ambiente si fa più pressante, invadente, condizionante, si sente parlare di se e della propria “creatura” quasi esclusivamente per estremi o “sarà fantastico” o “non mi piace per niente”.

Tiri avanti convinto della tua linea, anzi rafforzi tutti gli aspetti che la distinguono, è la decima edizione devi fare una cosa esagerata, storica, epocale.

Allora il parto diventa un qualcosa di inatteso, gemellare con complicanze, ma si guarda avanti, il telefonino diventa un naturale prolungamento delle braccia, la famiglia passa in un velato secondo piano, si diventa a tutti gli effetti un pezzo de “La Strada della Pizza”.

Questo perchè si ha un dovere verso le persone, non bisogna deluderle.

Il carico di responsabilità è opprimente ma rende tutto più significativo, anche un semplice complimento come “le pizze sono davvero buone” diventa motivo di vanto, un merito riflesso dalle eccellenti Arti messe in campo dai Maestri Pizzaioli.

Loro si, eroi di queste serate.

Lavorare in condizioni non ottimali, nonostante gli sforzi per allestire al meglio gli spazi, lasciare attività avviate per lanciarsi in una avventura molto meno abituale, addirittura sospendere il lavoro nei propri esercizi per mettere a disposizione della festa tutte le proprie energie e quelle di chi collabora con loro.

Dieci squadre di artisti che con ingredienti uguali per tutti hanno donato alle pizze sapori diversi giocando solo sui particolari, come le pennellate di un pittore o le scalpellate di uno scultore.

Ma fa piacere vedere i ragazzi che passano per i tavoli svolgendo il loro lavoro di accoglienza, pulizia e supporto ai visitatori, sempre con il sorriso, nonostante i chilometri percorsi, i pesi sollevati, le ore di sonno perse, il caldo, il freddo, la pioggia.

Ogni scorcio di queste serate è stata una carezza per l’anima di chi ci ha creduto in questa manifestazione, come un padre che guarda il proprio bambino e resta incantato.

Per chi ne ha fatto parte di striscio, come me, la soddisfazione è stata sentire da chi si è prodigato tanto una frase che vuol dire tanto “Alfrè mi sa che stavolta abbiamo esagerato”… con uno sguardo sorpreso, divertito, quello dei bambini che scoprono per la prima volta qualcosa.

La meraviglia nel vedere il riscontro ricevuto, la vera magia che fluiva potente in quel piazzale.

E’ per quella magia che mi sento di ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, che si sono prestato allo scherzo, che si sono divertite con noi.

La ricchezza di un territorio sta nelle persone che lo abitano e che sentono il bisogno, la voglia, di valorizzarlo.

Tutti voi che avete fatto atto di fede venendo per sei incredibili serate, fidandovi del lavoro dell’associazione Civitas, di pizzaioli ed operatori, avete reso un grande servigio a Sora, l’avete trasformata nel centro della provincia per una settimana, per il decimo anno consecutivo.

Avete lasciato ad altri le critiche da salotto, quelle di chi è sempre assente ma ha sempre un parere su come fare le cose meglio, gli infallibili parolieri, le ombre aleggianti che volano alte su ogni cosa, le figure metafisiche da aperitivo.

Quelli che non sono risorsa.

Voi lo siete stati, siete stati magnifici protagonisti di una Sora veramente vincente, regina della provincia come fu un tempo.

Un tempo in cui le persone come voi erano il cuore pulsante del territorio e non venivano avvilite dalle eminenze grigie del pensiero comune.

“La Strada della Pizza” è stata un contenitore fatto di migliaia di cuori, milioni di risa, di voci, di racconti ed esperienza, è stata una luce di incredibile intensità e sostanza in una notte lunga, troppo lunga.

Resta la soddisfazione e la malinconia per qualcosa di bello che è finito, ma il segnale è stato quello sperato, il rilancio per iniziare a pensare alle nuove edizioni con rinnovato entusiasmo ed energia.

Doveva essere un’edizione storica e spartiacque, lo è stata…

Doveva essere un’edizione ambiziosa, esagerata, lo è stata…

Tutto per merito vostro, migliaia di Amici a cui voglio riservare i miei sentitissimi ringraziamenti…

Migliaia di volte Grazie!!!

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