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Palco, tavoli, panche e gente felice…

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Palco, tavoli, panche e gente felice…

Se penso ad una cosa francamente insopportabile mi viene in mente il tipico dialogo da film Italiano pseudo-impegnato…

Frasi sussurrate perchè il sussurro fa profondo, fa pathos, getta un velo di solennità su contenuti francamente discutibili, mesi, anni di pellicole sospirate, volume dei televisori a livelli pericolosamente alti, personaggi con crisi esistenziali di fronte a qualsiasi cosa, ragazzi complicati con uno spirito critico ed una capacità di psicanalizzarsi che nemmeno Freud in forma…

Di fronte a questo c’è tutta una corsa a togliersi il cappello, perchè è arte, alta, valida, culturale…

Pensavo fosse semplicemente un voler dare precedenza alla forma piuttosto che alla sostanza, usando una forma che ammicca, facile, kitsch e che per questo è immediatamente recepibile…

E’ la cultura degli status symbol, si decide che qualcosa fa figo ed allora tutti testimoniano il loro essere sfoggiando un apparire…

Perchè dico questo?

Perchè ci avviciniamo a grandi passi verso quella manifestazione che per 6 giorni porrà Sora in vetrina, sarà il centro della provincia…

Lo sarà meritatamente perchè sul lavoro di una associazione si è creato un appuntamento tradizionale, giovane ma radicato, riconoscibile e diretto…

La formula è esattamente quella opposta alla logica degli status symbol, è quella del non appesantire i toni ma alleggerire la quotidianità con le poche cose che ci uniscono tutti, che ci appartengono in quanto nostra reale cultura…

Il cibo, la musica, lo stare insieme…

Senza filtri e senza strutture, lasciando il messaggio pulito, quello di voler regalare familiarità e divertimento…

Penso che le persone non abbiano bisogno di sussurrare per dire cose intelligenti, non servono i salotti o le cucine stellate per passare una serata appagante, basta una notte, quella si stellata, un palco, tavoli e panche…

Gli status symbol sono le nuove catene della società, si è vincolati ai gusti di pochi che fanno di tutto per escludere, attraverso quei gusti, la maggior parte delle persone, allora apprezziamo la libertà di cose realmente popolari, che hanno l’enorme pregio di includere e di farlo in modo naturale…

Questa è realmente cultura, la nostra cultura, quella che sentiamo dentro ancor prima di leggerla su un libro o sentirla raccontata in tv, è quella che ci tramandano i nonni e che guardiamo sempre con un minimo di diffidenza come se ce ne vergognassimo…

E’ la cultura delle nostre radici, che seppur non esposte al sole, ci sono e ci tengono saldamente al suolo, assolutamente vivi…

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